L’eterna lotta tra arte e tecnica

Ebbene si’. L’abbiamo fatta grossa. Latito da un po’ di tempo, ma ora ritorno per raccontare questa avventura che profuma di epocale.

Domenica 25 la mia banda di fichetti ha aperto per i Deep Purple. Roba che quando avro’ 80 anni raccontero’ ai nipoti sorseggiando del barbera seduto sulla panca del municipio di Brallo.

Ma andiamo con ordine. Domenica mattina sveglia alle 8, si va in saletta per caricare. Arriviamo in loco e troviamo colui che ci fonichera’ in questa impresa, l’ottimo Pippo, gia’ ad attenderci. Pippo e’ il tur menager dei Marta sui Tubi ed e’ una specie di gladiatore del XXI secolo. Tipo che la sera prima era nel cuneese con i Marta, dopo il cui show e’ partito alla volta di Pavia. Chiaramente senza dormire. Ma tanto che gli frega, sono tipo 3 giorni che non dorme O.o

Si carica. O meglio, gli altri caricano perche’ io ho la schiena ridotta a un puzzle di 4356 pezzi dopo un tuffo in Trebbia che mi e’ costato caro. Ma i miei raga sono d’oro e caricano le mie attrezzature pesanterrime.

E si parte. Pippo si svacca nel magro posticino che gli abbiamo riservato sul sedile posteriore della Negromobile e in capo a venti minuti e’ gia’ russante di gusto. Mitico.

Verso le 13 arriviamo nei pressi di Sogliano al Rubicone, nei pressi perche’ dopo il cartello che indica il paese si dirama una strada di collina che ricorda la Arcuri per la massiccia presenza di curve violente. ahah. Arrivati in paese mi sento a casa, il posto e’ la versione romagnola del Brallo e la piazza che ospitera’ il concerto e’ proprio fica. L’unica cosa che stona e’ il municipio fascista sulla cui facciata campeggia un’aquila dalle fattezze terribilmente identiche all’aquila del Reich. In un paesino della Romagna. Ossignur.

Ci rilassiamo un’oretta e poi siamo pronti per fare i suoni. Sul palco ci accoglie Sabrina.

Sabrina e’ la fonica di palco del tour europeo dei Dippa. Sabrina e’ tedesca, alta 1.60 scarsi, capelli rossi e due braccia che sembrano quelle di Faccetto. Con la differenza che un braccio e’ interamente tatuato con un tribale incazzosissimo. E l’efficienza tedesca si sente. Le nostre spie sono praticamente perfette da subito e quel poco che non va bene viene immediatamente sistemato perche’ le cose o si fanno bene o si fanno bene. Divertente il siparietto con Dade che chiede a Sabrina di fissare il microfono perche’ “the microphone is un po’ dancing”.

Nel frattempo Pippo si trova di fronte a un mixer che sembra una stazione di calcolo della Nasa ma non fa una piega e in 10 secondi netti padroneggia gia’ la situazione. E in venti minuti i suoni sono fatti. Che paradiso.

Finito il saundcec ci avviamo al baretto locale per sorbire un aperitivo in attesa dell’apertura dei cancelli. Spariamo cazzate a raffica per un’oretta e poi entriamo. Tra poco si comincia. E gia’ la gente si accalca davanti al palco.

Nel becsteig incontriamo Don Airey che, dopo averci concesso un paio di foto, chiede chi sia il tastierista. Io provo a nascondermi, ma vengo additato dai miei compagni. “Ah sei tu”, dice lui, “Allora mentre suonate vengo sul palco a sentirti”. COSA?!??? E li’ e’ cacca nelle mutande.

E arriva l’ora X. Saliamo e iniziamo senza tanti complimenti.  Lo spettro delle bottigliate attanaglia le nostre menti rock-melodiche fino a quando la piazza si scioglie in applausi dopo il primo pezzo. E da li’ e’ tutto in discesa, fino all’esplosione che accoglie l’ingresso a sorpresa del violino in Sospesa. Goduria sopraffina. Tutto il resto del concerto fila liscissimo, il pubblico gradisce e reagisce benissimo. E noi suoniamo molto bene.

E’ fatta. Felici come degli scolaretti scendiamo dal palco e poi ci godiamo il concerto dei Dippa. Che suonano da spavento, soprattutto il buon Ian Paice che a 62 anni suonati ha il tiro di un TGV.

Finisce il concerto e prima di poter caricare la nostra roba assistiamo allo smontaggio del palco che viene effettuato con un efficienza fordista in tempi da record. Ed e’ ora di partire.

Pippo, da vero eroe, si mette alla guida e ci traghetta fino a casa. Arriviamo piegati in due alle 4 di mattina ma felici.

Ultima chicca, mentre sto per arrivare a casa mi ferma una volante dei Carabinieri. Il caramba mi chiede patente e libretto. Io lo guardo in faccia con due occhiaie da panda moribondo e gli dico la prego non ce la faccio piu’ mi lasci andare a dormire. E incredibilmente, mosso da uno spirito caritatevole, il tutore della legge mi lascia andare con un sorriso.

A letto alle 4.30. E il giorno dopo sveglia alle 7.

Ma e’ rocchenroll, cazzo!!!!!!!!!!!!!!!!

Comments

4 Responses to “L’Ultimo fumo sull’acqua”

  1. Ste on July 28th, 2010 11:27 am

    Io insisto col mio commento: “Ve lo meritate!”
    Vi sbattete un sacco, siete dei figoni pauarra, è giusto che raccogliate soddisfazioni a volontà. :D

    Ma cos’è successo in Trebbia?! Tutto bene!?

    Gomitini dal freddo nord. :*

  2. Gioti on July 28th, 2010 11:30 am

    Galeotto fu il Trebbia. Da tempo immemore, peraltro. Tutto abbastanza a posto, un po’ di acciacco alla schiena ma sono in piedi e aitante ;)

  3. Ste on July 28th, 2010 8:53 pm

    Delinqueinte!

  4. Bash on August 23rd, 2010 4:29 pm

    Si, ma il giudizio di Don Airey dopo la tua performans??
    ;-)

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