Mar
26
Rock ‘n Road
Filed Under Tales from the Rock'n Roll
Reduce dal uichend pasquale delirante mi accingo al racconto delle avventure della mia banda di fighetti. Dopo la fantastica diretta videoradiofonica bresciana di giovedi’ in cui abbiamo dato il meglio di noi (su ultimagossip trovate l’intervista in radio e a breve ci sara’ anche il girato) ci siamo preparati al viaggio estremo che ci avrebbe atteso di li’ a poco.
Venerdi’ ci si trova in saletta e si scopre che siamo in formazione gita scolastica. Quindi tutti pigliano la macchina e si fa un’allegra carovana capeggiata dal nostro buon discografico Rusty che, grazie al biemmevu’ di cilindrata assurda, detta una velocita’ di crociera prossima al Mach 2. I controlli elettronici di velocita’ sulla autostrada sono stati molto felici sicuramente.
Prima tappa: Conegliano Veneto. Giungiamo allo Zion in tempo utile per scaricare, fare i suoni e conoscere i nostri ospiti, due gruppi locali di gente piuttosto simpatica ed incline all’alcolismo. Sbrigate queste prime adempienze e consumata la cena a base di pizza io, Walla e Dade ci accingiamo a raggiungere le ragazze che erano gia’ in albergo. E comincia l’avventura.
Nessuno di noi ha idea di dove sia la simpatica locanda e non possediamo un navigatore. Beh, ma tanto chiediamo, basta trovare il paesino. Si’, sto cazzo. Il paesino lo troviamo, ma l’albergo sembra inesistente. La tipa di Dade si prodiga di indicazioni ma niente, e’ impossibile. Affranti decidiamo di fermarci dai poliziotti che avevamo adocchiato poco prima sulla strada, intenti a fare controlli. Detto fatto. Appena i suddetti ci vedono passare (per la terza volta) tirano fuori la paletta. E la poliziotta rompe il cazzo al Walla perche’ vuole il talloncino dell’assicurazione e ci fa perdere mezz’ora. Ma alla fine la nostra epopea si conclude felicemente e troviamo l’albergo. Raggiungo la Ce che nel frattempo viene sedotta da un arzillo sessantenne ingegnere che ha inventato il sintetizzatore molecolare di idrogeno. Secondo me si chiamava Alfredo Nobelli.
Ok, siamo pronti. Si va al locale. Che e’ vuoto. VUOTO. Non c’e’ un cane a parte quattro stongi venuti a sentire i loro soci che suonano. Tra l’altro lo staff del locale e’ di una simpatia disarmante, non ci da’ neanche un fri drinc e fa pure pagare le ragazze all’ingresso. Wow. Che stile.
Per fortuna, mentre sono all’esterno che mi consolo con una Winston, odo il vocione di Prissi e richiamo la sua attenzione e quella del Mosca. Eroici, i due HTF si sono sparati una Milano-Conegliano e sono stati vittime di Cristian, l’amico veneto ed avvinazzato di Ste. Che me li ha scassati a suon di Prosecco.
Arriva il momento di suonare e saliamo sul palco belli carichi nonostante la scarsa affluenza di pubblico. E nonostante i suoni che nel frattempo sono diventati terrificanti. Nella mia spia avevo il fratello maggiore di Tom Araya che cantava Roots Bloody Roots. Ma in ogni caso la squadra ha una buona prestazione e convince. Bravi raga. Finito il concerto facciamo il bagno tra i fans numerosissimi dopodiche’ ce ne andiamo stanchi ed assonnati in albergo.
La notte trascorre pressoche’ tranquilla a parte un “Annandi svegliati che’ non riesco a dormire” della Ce alle 4 e mezza di mattina.
Sabato Paolino deve svegliarsi all’alba per andare con Maggioni e Rusty a Modena a fare un’intervista in radio. Un eroe. Noi fortunatamente dormiamo un po’ (tranne Negro, Sara e la Manu che vengono gentilmente invitati a lasciare le loro camere alle 9 e mezza) e pranziamo tranquillamente in albergo. Ma la tragedia e’ dietro l’angolo.
Salgo in macchina e vedo tutti intorno alla macchina di Dade che parlottano. Scendo e capisco. Dade ha una gomma buca. Porco di qua, porco di la’. Nessuno di noi e’ in grado di cambiare una ruota. Io sto circa un quarto d’ora a rigirarmi il cric tra le mani per cercare di capire da che parte si usa, ma forte della mia laurea in Ingegneria non ne vengo a capo. Manco a dirlo, il gommista che ha il garage poco distante dall’albergo e’ irrintracciabile e Dade non ha il ruotino. Entra quindi in scena un meccanico autoctono che, tra un rosario di bestemmie e l’altro, ci fa capire che c’e’ un suo amico gommista poco distante. Dopo aver recuperato la ruota si riesce a partire. In ritardo colossale.
Beh, tranqui, tanto la strada per Zocca la sappiamo. Ste mi allerta che sara’ piu’ dura del previsto, ma noi non immaginiamo l’inferno che ci attende. Gia’, perche’ lui e Prissi ci seguono anche in Emilia. Non eroici. Epici.
Su e giu’ per i monti, attraverso stradine degne della Brallo - Dezza, dopo un numero infinito di chilometri e il nostro livello di stanchezza e di sopportazione arrivato a soglia di allarme, arriviamo. La Ce fortunatamente riesce a trovare una camera in un alberghetto perche’ il ritorno in serata sarebbe stato impossibile. Arriviamo al locale e montiamo in fretta e furia facendo i suoni a velocita’ luce. Ciononostante il fonico sa il fatto suo e fa un ottimo lavoro. Anche se tralascia il fatto che il microfono di Paolino fischia. E infatti durante il concerto il mio orecchio sinistro verra’ tartassato da una serie infinita di Larsen che solamente un po’ di ovatta riuscira’ ad attutire.
Arriva anche la nostra cricca, con Teo, Fra e mio cugginone Ale con consorte. Grandi ragazzi. Dopo l’esibizione di Zio Giovane (…) saliamo sul palco. Fortunatamente c’e’ gente e il locale e’ veramente carino. E si suona alla grande, siamo tutti appappanadissimi e rockiamo di gusto. Il locale reagisce bene e siamo contenti. Anche la produzione si complimenta. E il Maggio finalmente mi da’ il suo benestare sui capelli.
I nostri fans, temerari, tornano alle dimore la sera stessa. Grazie ragassi!
Dopo aver smontato si va a letto disfatti e felici. Zocca ci ha dato delle soddisfazioni. Anche Achille, il cane del proprietario dell’albergo, si dimostra emilianamente ospitale. E la domenica di Pasqua si parte per tornare nelle lombarde terre. C’e’ un agnello arrosto che mi attende al Brallo, un calcio balilla a Varzi e una carambola a Bagnaria.
E poi dormire. Finalmente dormire…..
e sul ritorno, anche noi siamo stati colpiti dalle sfigheeee
carabinieri che ci sgamano senza revisione, rischio di restar senza benza in autostrada, incidente con macchina in fumo, altra volante dei carabinieri che ci segue per 10 km…
ma tranquilli e riposati siamo arrivati a casa alle 5 passate.
pero’… bella trasferta, davvero
[…] post di Giovanni, a proposito dell’ultimo weekend di Rock, ci lascia un po’ perplessi… viene nomiata piu’ volte una certa “Ce” […]
Mentre tornavo a casa all’altezza di Piacenza, Stefano ha proseguito il viaggio con Ale ed Elisa (con una manovra che neanche Boe & Luke avrebbero avuto il coraggio di fare, imbocchiamo l’uscita), ci fermiamo in un’area di sosta.. ci salutiamo, risalgo da solo in macchina e mentre canticchio ancora DOMENICA … mi accorgo che alla radio stanno passando una canzone che ho già sentito da qualche parte … minchia .. Sospesa degli ultima!! butto a palla il volume e stacco la manopola … un delirio in macchina!! Grandi ragazzi per voi si va OVUNQUE!
Dato che le prossime due date saranno a Milano vi seguirò ancora più volentieri! ^_^
Ciaeeeee
EVVAI!!! Roccarolla a manetta!!!!!!!
Oh, vedo che hai un rapporto conflittuale con le forze dell’ordine italiane eh???
Ma quindi a Coniglione Veneto poi si e’ riempito il locale…almeno!!! Sfondati di Spritz, vero?
E per il cric, ti capisco….per fortuna, l’ultima volta Etio aveva a disposizione Fabietto, che in 10 min nemmeno ha fatto tutto (io e il Passo, ing., stavamo a guardare…).
E comunque….bravi ragazzi!!!! Spaccate culi!!!
Gioti, sono tornato da un’ora da Roma, ma la prima cosa che voglio fare è RINGRAZIARTI per aver OMESSO tu sai cosa.
Giuro che in settimana faccio il megareport!!!
(PS: Dio bono che due uichend!!!)
(PPS: Stiamo assoldando le gnugnette per le messaggerie in capitale, courtesy of Università San Pio V… :D)
..beh, in effetti sono un signore…ma sai, certe cose e’ piu’ divertente raccontarle a voce…!
Bene bene..mi piace la squadra di gnugnette sponsorizzate dalla chiesa cattolica…ehehehh…