L’eterna lotta tra arte e tecnica

Domenica. Mi alzo alle due, pranzo con un quarto di bue alla piastra e sgargarozzo Coca-Cola con rutto libero. Me la sciallo con la Ce guardando un horror giappo con assortimento di tipe psicopatiche. E proprio nel post horror, mentre entrambi ci appisoliamo con la bavetta e la bolla alla narice, mi chiama il buon Negracci per avvisarmi che alle 21.30 dobbiamo essere sul palco di Radio Italia a Rho. Ottimo, dico io. Tanto stasera non ho niente da fare. Nel frattempo percepisco un’ondata di madonne varie e di imprecazioni in cirillico provenire dalla Val d’Aosta dove Paolino stava trascorrendo il uichend (che si sarebbe concluso il giorno dopo) appeso alle pareti rocciose locali. Tempo zero (piu’ o meno…) si parte alla volta della cittadina Raudense. Arriviamo in loco e c’e’ un macello disumano di ragazzine, genitori, cani, gatti e ambulanti che vendono braccialetti luminescenti. Il palco e’ enorme e situato in una piazza satura di tinegers. Una volta ottenuto il pass mi fiondo al banco sushi dove il giappetto locale ha appena ultimato degli ottimi rotolini che mi scofano senza pieta’.

Ancora con un pezzo di cetriolo tra i denti ci chiamano e via, si va. Davanti a noi gli Audio2, dietro di noi Chiara Canzian. Credo che tutti sappiate come la penso circa questa ennesima figlia di Pu. La presentatrice ci chiama sul palco: “Ecco gli Ultima, che suonano il loro nuovo singolo DOMANI!!! ”

No comment.

Ovviamente saltiamo come dei tarantolati e il pubblico gradisce alquanto. Io mi pezzo come Bud Spencer alla sagra della Sugna e sono felice. E dopo aver gustato una specie di RedBull al peperoncino (mmm che sciccheria) ce ne andiamo mentre la folla e’ ancora in delirio per i vari figli di Amici.

Comunque…viva il Rocchenroll.

la minchia. Si’ perche’, come diciamo noi giovani, e’ ora di basta. Mi hanno sdrumato i coglioni con Amici. Mi hanno disintegrato gli zebedei con X-factor. E adesso ci si mette anche la T-band che fa finta di essere una band e fa finta di suonare una cover (fatta male) di Bocelli. E mi spaccano le palle. Senza contare che i miei gioiellini quest’anno ne hanno gia’ passate abbastanza.

Basta, veramente. Giocare a scacchi contro Kasparov e’ piu’ facile che fronteggiare i sottprodotti della televisione. Sembra che la gente venga ipnotizzata, si comportano tutti come carcerati che dopo 10 anni di galera vengono portati a una festa privata di Penthouse. Solo che qui si tratta di dischi. E si sa che la De Filippi e’ una signora produttrice discografica. E che ormai la discografia italiana e’ tutta in televisione e che per registrare un album bisogna fare un reality.

Ma andate a cagare. Fatene tanta.

Arrivera’ il giorno della resa dei conti, brutti stronzi. E la vendetta di Giotanni sara’ implacabile. Locuste e pioggia di sangue.  Tom Araya, dammi la forza.

…ma quanto fanno cacarone dal vivo????

Rieccomi. Dopo mesi di silenzio tolgo un po’ di polvere dal mio beneamato blogghe perche’ una minima di autopromozione (nonche’ di autocompiacimento) e’ d’obbligo. Dopo Sanremo ci siamo tutti introiettati nella produzione e nel lancio di Domenica, sia singolo che video. E grazie alle magie del mirabolante Negracci abbiamo fatto una figata che spacca i culi ai passeri tibetani. Signori miei, ammirate codesto video:

ULTIMA - DOMENICA

e soprattutto ammirate il magnifico Pino Scotto che buca lo schermo da par suo.  Devo dire che anche i miei calzini sono assolutamente degni di nota. Anche la felpina che indosso mi piace un casino, peccato che mi e’ stata prestata da uno dei registi. Nel frattempo in saletta e’ un delirio di pezzi nuovi, stiamo producendo piu’ roba di uno sbronzo che fa colazione con un gin tonic scaldato con del punch al mandarino.

E in mezzo a tutto questo bordello sto cercando casa. Beh, e’ piu’ facile cercare di far diventare eterosessuale Malgioglio. E’ un inferno dantesco. Ma porca zoccola! “Trilocale posizione centralissima luminosissimo”. Si’. Quinto piano senza ascensore.  “Ampio appartamento vicinanze Duomo con bellissimi soppalchi”. Si’. Sul soppalco devi stare in posizione fetale e se guardi giu’ vedi direttamente la tazza del cesso. “Stupenda mansarda con bellissima vista sui tetti del centro”. Si’. Pero’ quando la mattina ti alzi dal letto sono commozioni cerebrali a gogo’ per le mine che ti pigli sulle travi a vista. Eccetera eccetera. E ormai credo di averli visti tutti. Le immobiliari mi conoscono per nome e tra un po’ inizieranno a portarmi fuori per un aperitivo. Spero di quagliare al piu’ presto perche’ senno’ uccido qualcuno. Cominciando dal figlio dei miei attuali vicini che mi ha preso a maximum exemplum vitae e appena mi vede mi stritola i maroni (che gia’ non sono in formissima) su ogni genere di cacata. Ieri era assolutamente in menata perche’ non sapeva se togliere o meno la pellicola di plastica dal suo portatile nuovo. Un’altra volta viene da me e si lamenta perche’ scarica i film da Emule scoprendo poi che sono dei pornazzi. E TI LAMENTI ANCHE???? Avessi avuto io certe fortune da giovane. Si’, forse adesso sarei cieco…pero’ sai che divertimento da adolescente?

Vabbe’, basta. Per ora e’ tutto. Vado a dipingermi di rosso e poi in serata catechizzero’ un paio di zebre.

E’ sabato mattina. Sembriamo cinque cadaveri appena riesumati ma le interviste incombono. E via in sala stampa. Fortunatamente per pranzo ci rifugiamo in un bel posticino in cui lo spaghetto alle vongole da’ il meglio di se’. Nel pomeriggio si torna in Piazza Colombo per suonare qualche pezzo e l’immancabile Nonno Vitolani mi offre il caffe’ intrattenendomi con aneddoti di ogni tipo. Teo ma sei sicuro di essere nipote di tuo nonno?!?

E’ quindi il momento di tornare al casino’ dove, tra una RedBull e l’altra, ci attende una diretta televisiva su un canale di Sky. Se avessi la registrazione vi assicuro che sareste per terra dal ridere. Quasi meglio della Sagra della Pancetta di Santa Maria della Versa.

Ma bisogna muoversi, tra poco si va all’Ariston che’ c’e’ l’ultima serata. Non abbiamo tempo per cambiarci, quindi io mi infilo una maglietta a righe improbabile e la felpa degli Ultima. Va da se’ che sul palco fa un caldo fottuto e la felpa non riesco a tenerla, sotto le ascelle ho delle risaie. Non l’avessi mai fatto. Appena rientrati dalla pubblicita’ il buon Bonolis viene verso di noi e…”Guardate questi ragazzi, tutti vestiti bene…o meglio…QUASI tutti. Qualcuno e’ in tenuta da bucaniere”

E vabbu’. Meglio bucaniere che metallaro pezzato.

Siamo a meta’ serata e la mia vescica urla. Durante la pubblicita’ mi fiondo alla tualet ma ne faccio troppa e non riesco a rientrare in tempo. Resto cosi’ in attesa dietro le quinte e mi godo lo spettacolo chiacchierando con un’autrice. Pare che dalla Sardegna si sia scatenato un putiferio di messaggi per Carta. “Ma vince lui?” e lei: “..mah…tra Sardegna e la De Filippi…tu che dici?”. A voi le conclusioni.

L’epilogo lo conoscete tutti. Ma prima di concludere vorrei indicarvi il sito di un collega conosciuto all’Ariston. Vale davvero la pena. Specialmente il video di “Sole di Maggio”. Ho in mente di fondare un fan club.

Manuel Auteri

Io e te…su e giu’ nel cielo bluuu….

..e comincia la diretta. Subito mi si para davanti agli occhi un culo tangato sovrastato da due bocce ignude di una ballerina che aveva un sottile velo di pittura che le ricopriva le tette. Niente male come inizio. Si inizia quindi con le canzoni che, eccezion fatta per Pupo & Co., Albano e Leali, non sono niente male. Da notare come, sul gobbo, vengano visualizzati i testi dei pezzi, sia mai che il cantante se li dimentica. Ma quando Youssoundour (si scrive in un altro modo ma non so come) attacca a cantare io a stento mi trattengo dal buttarmi per terra dal ridere. Il suddetto legge un testo con parole tipo “FOUGGIRE”, “KREESHIOUTOH”, e similari. O mama. Ad un certo punto e’ il turno di Dolcenera. Che canta con Syria. Ed e’ tempesta ormonale. Quelle due li’ insieme sono un’istigazione a delinquere. Per fortuna arriva anche Patty Pravo scortata da Dave Weckl e Nathan East a ricordarmi che oltre alla passera li’ c’e’ anche della musica suonata da paura.

Dave Weckl. A mezzo metro da me. Non ci credevo. Quando finisce si gira e fa il gesto di tirare la bacchetta. Un tipo seduto dietro di me fa di tutto per farsela tirare. Lui la tira. Io mi ergo come un lemure che salta da un baobab e la afferro al volo. Non pago, mi giro verso il tizio rimasto a bocca asciutta pigliandolo per il culo. Negracci e Paolino assistono alla scena e hanno una crisi respiratoria per il troppo ridere.

Dopo le conigliette di Playboy Italia (o signur!!!) e’ la volta di Hugh Heffner con le sue fidanzate. Il vecchietto sfoggia uno smoching rosso con paillettes che solo lui puo’ indossare e da’ spettacolo. C’era piu’ silicio su quel palco che in tutta la ST.

La fine della serata e’ dediata alle Proposte. E quando Bonolis annuncia Arisa noi esplodiamo. Una tipa assurda…un incrocio tra un nerd californiano e Nilla Pizzi. Fantastica. E la canzone fortissima.

Ok. Cala il sipario e noialtri galvanizzatissimi ci rechiamo in quel del Morgana Bay per il party di Playboy (il buon Negracci si e’ procurato 5 pass). L’ingresso al locale e’ un’impresa titanica, tant’e’ che 3 dei nostri rinunciano e tornano in albergo (o almeno cosi’ credono) mentre io e Negro, stoici, riusciamo a entrare. Ma non l’avessimo mai fatto. Una fagiolata devastante, un carnaio dantesco, una bolgia infinita. Ci si para davanti un muro umano fatto di silicone, armani jeans e sudore. Facciamo una circumnavigazione del posto e dopo fatiche infinite riusciamo a uscire. Si torna alla macchina e via in albergo, che si trova a 20 minuti di tornanti da Sanremo.

Arriviamo in loco e non abbiamo le chiavi. Gli altri non sono ancora arrivati perche’ mentre noi facevamo surf nel fighettume sanremese loro si perdevano e cannavano strada. Ci viene ad aprire un Rusty assonnato in mutande e calzette che era veramente da foto.

E poi…letto. Ah…sono le 4. Sveglia puntata alle 8,30.

Una due giorni lunga un mese, interminabile. Ed estremamente divertente. I raga partono giovedi’ sera alla volta della citta’ dei fiori, mentre io attendo il giorno dopo, giacche’ la mia dolce meta’ e’ impegnata ad essere proclamata Dottoressa dall’Universita’ di Pavia. Gioia e tripudio la mattina di venerdi’. La Ce spacca e conduce una discussione ineccepibile. Alloro meritatissimo. Finita la proclamazione mi fiondo in macchina per raggiungere il resto della banda in quel di Sanremo.

Arrivo e faccio un giretto turistico per ambientarmi, pranzando con un prodotto tipico locale, un crispi mac belin con patatine e fagiolini. Poco dopo gli altri mi raggiungono e ho modo di constatare che sono tutti gia’ sul cotto andante perche’ gia’ in piedi dalle 7 di mattina e rosolati da una sequela infinita di interviste. Ma siamo rocchenroll e dobbiamo fare un mini laiv in piazza Colombo, quindi animo e si va. Il palco e’ carino e la gente gradisce. Scendiamo e ci scappano anche un po’ di autografi, mentre l’autoctono Nonno di Vitolani fa gli onori di casa coprendoci di complimenti e dicendoci di quanto lui da giovane fosse ben piu’ avanti di suo nipote. “Io ggiravo tutt’Italia…appena arrivavo in un posto prima angora ghe gercare casa mi trovavo una bbella donna!”. 10 e lode.

Per quanto riguarda il resto del pomeriggio ho ricordi discretamente confusi, si accavallano 600 interviste diverse, Maria Angela sclera tra fogli appuntamenti e cartellette cercando di far incastrare tutto. So solo che ad un certo punto mi trovo al Casino’ a CasaSanremo di radio Kiss Kiss a trangugiare RedBull. Era l’unico modo per sopravvivere. Dopo aver suonato qui la vescica urla eppercio’ mi reco nel luogo adibito a questo tipo di necessita’. Varco la porta e non credo alle mie pupille. Davanti ai cessi c’e’ un viavai di modelle seminude che si truccano e si cambiano d’abito. O mama. Mi tiro due schiaffoni per ripigliarmi e dopo aver fatto quello che devo fare esco ancora incredulo. Ma si e’ fatta una certa e dobbiamo andare all’Ariston. Mi cambio in fretta e furia la camicia che ormai sa di piccione decomposto e mi fiondo con gli altri all’ingresso per ritirare i pass.  E si va.

La prima impressione e’ che il palco dell’Ariston e’ molto piu’ piccolo di come me lo immaginavo, e la famigerata gradinata e’ fatta da pochi scalini non molto ripidi. E’ divertente vedere alcuni (quasi tutti per la verita’) nostri colleghi di sanremo.59 che sgomitano e fanno di tutto per sedersi in prima fila. Qualcuno viene invitato dagli autori a sedersi dietro e si assiste a scenate napoli con gente che non si schioda dal posto manco c’avesse il Bostik sotto il culo. L’ambiente fa molto Amici della DeFilippi. Io appena mi siedo mi levo il maglione (la temperatura era vicina a mezzogiorno nel Kalahari) scusandomi con la tipa davanti a me per l’odore di aringa che emanano le mie ascelle. E subito vengo rimbrottato da Negracci per l’uscita poco felice. A dimostrazione che lui di Galateo non capisce una mazza. Alzo lo sguardo e mi si para davanti il Maestro Santi Isgro’ tutto in tiro con frac, bello che sei!!! E’ un gran Festival per i fratelli Isgro’: Santi vice direttore d’orchestra e Carmelo al basso. Da paura!

…ebbene si’. L’ho presa. E ieri sera e’ arrivata. Bella, nuova, tutta rossa. Con i suoi 88 tasti neri e bianchi che con volutta’ mi invitano a pigiarli per sentire cosa sono capaci di fare. Ed e’ bello aver la sensazione di suonare uno Steinway gran coda in una sala da concerto o in una chiesa mentre in realta’ sono comodamente seduto nella mia casa dei Puffi. Per non parlare dei suoni di synth presenti in quantita’ industriali e tutti modificabili in mille modi. E’ mia. La mia Nord Stage nuova.

Ieri sera godevo come un topo rinchiuso nel magazzino del Lerdammer.

E mi preparo per Sanremo, giacche’ il 20 e il 21 siamo ospiti all’Ariston. Non sappiamo con esattezza cosa (e se) saremo chiamati a fare ma l’esperienza in se’ si preannuncia succosa.

Perche’ Sanremo in fin dei conti e’…. Sanremo.

Ok, siamo in ballo. Lo sapete. Gli Ultima stanno lottando come bovini in un mattatoio per ricavarsi un posto su quel benedetto palco, l’Ariston. Siccome voglio sentirmi in pace con me stesso, ve lo ripeto. E se il pezzo vi piace ditemelo perche’ mi fa piacere. Se non vi piace, mentite.

 VOTATE. 

SMS: 48444  CODICE: W182

Nel frattempo sto pianificando un rinnovo di strumentazione che fara’ nuovamente impallidire il mio conto. Ma e’ gia’ da troppo tempo che ci penso e ormai e’ il momento di agire.

E poi attendo luglio…Davide Mattei e la sua banda… Oh look at how she listens… France sei un idolo!!!

Il terzo giorno e’ il giorno del comunismo. Si fa visita al parco di Memento, ove trovansi le statue del regime comunista che sono state sradicate dalla citta’ e confinate in un posto adeguato. In realta’ il parco e’ molto piu’ epico sul depliant; dal vivo e’ discretamente squallido, ci sono un po’ di statue cacate ma, a parte gli stivali della statua di Stalin (il resto dell’effigie e’ stato deposto anni or sono) non c’e’ granche’ di fico. Tuttavia il negozietto dei souvenirs possiede delle cosine piuttosto simpatiche, tra cui una serie di cartoline con Baffone che sono niente male. Regali per gli Ultima (soprattutto per il comunistissimo Dade).

Bene. Dopo essere stati comunisti capiamo che e’ il momento di tornare turisti e di darsi allo sciopping. E via a cercare i peggio negozi di Budapest. Devo dire che non e’ andata male. Ho preso una maglietta a 2 euri. Roba che si trova al negozio di Iucu a 65.

Ma non ci fermiamo. Scende il buio e noi ci avviamo a piedi alla Cittadella, parte alta della city. Il fatto e’ che cominciamo a percorrere una strada pedonale che sembra una mulattiera, non ci sono lampioni e tutto intorno e’ boscaglia. Sembra di essere sul set di Hungarian Robin Hood. Ad un certo punto si intravede la cima e la Cittadella. Si’. Peccato che il tutto e’ recintato ed e’ impossibile accedervi. Dobbiamo limitarci ad inveire contro gli dei ungheresi e a far finta di bearci del panorama, porco di qua porco di la’.

E’ quindi giusto e sacrosanto consolarsi. E per farlo scegliamo un posto dove paghi un tot (15 euri) e mangi e bevi a volonta’. TUTTO QUELLO CHE VUOI. La cosa piu’ stilosa e’ il banco griglia dove un omone sbatte sulla piastra ogni bendidio, dal pollo alla vacca al pescecane al salmone al tonno. Il tutto innaffiato da birra a fiumi. Va da se’ che alla fine i nostri stomaci chiedono pieta’ come dei prigionieri di guerra. Non c’era modo migliore di concludere la vacanza.

MORALE: Budapest spacca. Cibo buono, birra buona, sighe a buon mercato e tipe fighe. Voto 10.

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